Spot con l’intelligenza artificiale: esempi e casi reali

📌 TL;DR (In Breve)
Gli spot con l’intelligenza artificiale non sono più un esperimento da conferenza: sono campagne reali, prodotte per brand noti e andate in onda in TV, al cinema e sui social. Kortocircuito ne ha firmate diverse, da VIM per Aldo Biasi Comunicazione al Corriere della Sera per il Gruppo RCS, fino a Okidol per Dompé. L’AI permette oggi di creare ambientazioni, personaggi ed effetti impossibili o troppo costosi da girare, mantenendo regia e direzione creativa saldamente in mano ai professionisti. In questo articolo vediamo casi concreti e cosa insegnano a un’azienda che sta valutando questa strada.
Se ne parla molto, ma la domanda che conta è un’altra: funziona davvero, su un progetto vero, con un brand che ci mette la faccia? La risposta è sì, e non serve immaginarla. Kortocircuito ha già portato la produzione video con AI su spot andati in onda per aziende note in settori molto diversi. Vediamo alcuni di questi lavori e cosa se ne impara.
Cos’è uno spot AI (e cosa non è)
Uno spot con AI è una pubblicità in cui l’intelligenza artificiale interviene in una o più fasi della produzione: generazione di immagini e video, creazione di ambientazioni e personaggi, effetti visivi, sintesi vocale. Non è un contenuto “generato da solo”: resta un progetto con un concept, una regia e una direzione artistica umane. Nei lavori di Kortocircuito, per esempio, compaiono figure precise come l’AI director e l’AI artist accanto a executive producer, VFX e color: l’AI è lo strumento, non l’autore.
La differenza rispetto al passato è che oggi questi strumenti sono maturi abbastanza da reggere lo standard qualitativo di una campagna destinata alla TV nazionale. È qui che il gioco cambia per le aziende.
Casi reali: spot AI andati in onda
Ecco alcuni progetti recenti, con il concept che li ha guidati. Per i dettagli e i video completi rimandiamo alle schede nel portfolio.
VIM — “VIM in Black” (Aldo Biasi Comunicazione). Lo storico marchio torna in TV con una campagna interamente prodotta in AI, dedicata alla nuova gamma a base di carboni attivi. L’idea è tanto semplice quanto efficace: ribaltare il significato del nero, di solito associato allo sporco, e trasformarlo in un nero che non sporca ma pulisce. Un caso in cui l’AI serve a costruire un immaginario di marca forte e distintivo. Guarda il progetto.
Corriere della Sera — “Tutto +” (Gruppo RCS). Un brand editoriale storico che sceglie l’AI per la propria comunicazione. Lo spot, declinato nei formati 30″, 15″ e radio, racconta un’idea immediata: in luoghi e momenti diversi della vacanza, il Corriere è sempre con te, con notizie, giochi e podcast a portata di app. Le immagini d’impatto, realizzate con l’AI, dimostrano come la tecnologia possa servire un racconto contemporaneo senza perdere autorevolezza. Guarda il progetto.
Okidol (Dompé). Uno spot pensato per viaggiare ovunque, tra TV, cinema e stampa. Il progetto traduce l’idea creativa di Dompé in un racconto costruito sul contrasto tra “tanti dolori” e “tanto dolore”, con immagini generate in AI per dare al marchio un’identità fresca, dinamica e riconoscibile. Un esempio di come l’AI possa dare un tono preciso a una campagna anche in un settore delicato come quello del benessere. Guarda il progetto.
Isomar e Cofidis. La strada dell’AI attraversa anche settori dove chiarezza e fiducia contano più di tutto: l’healthcare, con lo spot “Occhi secchi” per Isomar, e il mondo finanziario con Cofidis. Due contesti diversi, stesso principio: l’AI messa al servizio di un messaggio credibile.
Quello che accomuna questi lavori non è “l’effetto AI” fine a se stesso, ma il fatto che l’intelligenza artificiale è stata messa al servizio del messaggio del brand. È la differenza tra usare uno strumento e farsene guidare.
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Cosa si può fare oggi con l’AI in uno spot
Le applicazioni più mature riguardano la creazione di ambientazioni e scenari, la generazione di personaggi e situazioni, gli effetti visivi altrimenti costosi, la produzione rapida di più varianti dello stesso contenuto per campagne e formati diversi, come i tagli 30″, 15″ e radio dello spot Corriere. Tutto questo apre possibilità creative che prima erano fuori portata per molti budget.
C’è un vantaggio pratico che le aziende sottovalutano: la possibilità di realizzare ciò che dal vivo sarebbe impossibile o proibitivo. È lo stesso motivo per cui, sul fronte dei costi, l’AI può cambiare le regole del budget, come spieghiamo in quanto costa produrre uno spot con l’AI.
I limiti da conoscere
L’AI non è la risposta a tutto. Dove serve la presenza autentica di una persona, un’emozione recitata o la fedeltà assoluta di un prodotto reale, il girato tradizionale resta insostituibile. E un contenuto AI fatto in fretta, senza controllo qualità, si riconosce e danneggia il marchio. Non a caso, nei progetti citati, accanto all’AI lavorano sempre supervisione VFX, color e mix audio professionali: è quella cura a fare la differenza tra uno spot che convince e uno che sembra un esperimento. Sono le stesse valutazioni che facciamo quando si sceglie una casa di produzione video a Milano.
FAQ
Gli spot con l’AI sono già usati da brand veri? Sì. Non si tratta di esperimenti: esistono campagne realizzate con l’AI e andate in onda per aziende note, come VIM, Corriere della Sera, Okidol, Isomar e Cofidis, in settori che vanno dall’editoria all’healthcare al finanziario.
L’AI serve solo per effetti speciali? No. Può intervenire su ambientazioni, personaggi, generazione di scene ed effetti, ma anche sulla produzione di più varianti e formati di uno stesso spot. Il suo valore è creativo prima che tecnico.
Uno spot AI è adatto al mio settore? Dipende dall’obiettivo, ma i casi reali coprono ormai settori molto diversi, dai beni di largo consumo all’editoria fino all’healthcare. Funziona bene dove serve un immaginario forte o scenari difficili da girare.
Chi realizza materialmente uno spot AI? Un team di professionisti: accanto ad AI director e AI artist lavorano executive producer, supervisione VFX, color e mix audio. L’AI è uno strumento dentro un processo creativo guidato da persone.
In sintesi
- Gli spot con l’AI sono già realtà: campagne vere, per brand come VIM, Corriere della Sera e Okidol, andate in onda in TV, al cinema e sui social.
- L’AI dà il meglio su ambientazioni, personaggi ed effetti difficili o impossibili da girare, e nella produzione di più formati.
- Regia e direzione creativa restano umane: accanto all’AI lavorano producer, VFX, color e audio professionali.
- Il girato tradizionale resta insostituibile dove servono presenza autentica e fedeltà del prodotto.
Se un’idea ti frulla in testa e vuoi capire se l’AI è la strada giusta per raccontarla, scrivici: guardiamo insieme il progetto e ti diciamo con onestà cosa conviene fare.
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