Color correction e color grading: indispensabili nei video

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Perchè quando pensate ad un film dai toni pastello, con quell’inconfondibile pasta cinematografica, paesaggi simmetrici che sembrano dipinti e personaggi coloratissimi,  vi viene in mente proprio il regista Wes Anderson? sicuramente perché il colore è diventato il suo biglietto da visita
Ecco, questo è il potere di color correction e color grading, due aspetti fondamentali nella post-produzione di qualsiasi tipologia di video, dalla pellicola cinematografica allo spot pubblicitario, grazie ad una figura professionale specifica: il colorist

Se vi siete mai chiesti come si fa la color di un video e quali sono gli strumenti migliori , non vi resta allora che ascoltare, leggere e guardare come portiamo le idee fuori dal circuito. 

Influencer: macro, micro e nano


In generale, il ruolo principale del colorist è dare al video un aspetto estetico emozionale,  quando serve, ma anche correggere gli errori, dare coerenza cromatica a tutte le scene sia dal punto di vista della luce che dei colori. Questa figura si occupa dell’aspetto cromatico del contenuto video multimediale. La mission? Beh, è quella di rendere il video accattivante, emozionante, capace di generare un impatto emotivo tale da catturare l’attenzione dello spettatore. E dunque con il termine di color correction si intende l’operazione con cui il colorist corregge e applica dei paramenti ai colori originali del girato; mentre il color grading, si pone l’obiettivo di rendere il video accattivante enfatizzando toni e aggiungendo una precisa palette cromatica, creando pathos.


La capacità di influenzare le reazioni dello spettatore negli spot tv


Il colorist, attraverso il suo lavoro, riesce a condizionare le reazioni dello spettatore.
Si pensi, per fare qualche esempio, al potere dei colori caldi come il rosso, il giallo, in grado di infondere quella sensazione avvolgente di pace e di tranquillità, come di fronte a un tramonto: un panorama di sicuro suggestivo, che invita alla calma e alla serenità. Di fronte a immagini dai colori freddi, più drammatici, invece, come il viola e l’azzurro, la tendenza è quella di percepire emozioni più cupe, di paura o addirittura di tensione, di suspance.
Il colore non è mai un dettaglio, ma diventa parte integrante del narrato, capace di dare forma e spessore alla scena, un linguaggio elevato che veicola emozioni profonde e esperienze sensoriali totalizzanti. È il caso del video pubblicitario realizzato da noi di Kortocircuito per Splendipelle: l’estetica vintage si fonde armoniosamente con una palette di colori caldi e avvolgenti, testimonianza di quella sensazione di durevolezza, comfort, familiarità e nostalgica raffinatezza. Il colore racconta un valore: la qualità “senza tempo” dei prodotti del brand.


Color correction e color grading in perfetta sinergia


Ma come si lavora il colore in un video?
Con la riduzione degli errori e la correzione di tutto quello che concerne l’aspetto cromatico, la color correction è un aspetto importante durante il lavoro di post-produzione dei contenuti audiovisivi. Si concentra sul raggiungimento dell’equilibrio cromatico e sull’eliminazione di eventuali difetti come, ad esempio, l’eccesso di saturazione o la dominante di un colore in particolare.
Vengono regolate curve e spettri colore grazie ad appositi strumenti come curves e i color wheels che sistemano le immagini.

l colorist gioca principalmente con parametri quali:

saturazione;

nitidezza e sfocatura;

luminosità e contrasto;

esposizione;

maschere per isolare porzioni della scena.

Una volta regolati questi tool, quando l’immagine è nitida, di qualità, con un’ottima grana e il più possibile equilibrata e attinente alla realtà, il color grading è lo step successivo che va a lavorare sull’atmosfera che si desidera ottenere e sullo stile, sul carattere, se vogliamo sul mood delle immagini.

Non solo il colore, ma anche la sapiente modulazione della luce può trasformare completamente la percezione di un video, trasportando lo spettatore in dimensioni emotive come quelle vissute in stati onirici o “da favola”. Questa dimensione è proprio suggerita nello spot pubblicitario di Dalfilo, realizzato sempre da Kortocircuito, dove si racconta il comfort delle lenzuola del brand attraverso un “effetto sogno”, grazie all’impiego di colori pastello e luci delicatamente sfumate e appena suggerite: un ambiente etereo, quasi impalpabile al tatto, proprio come una nuvola, essenza della delicatezza del marchio.


Qualche esempio nei film


Adesso provate a pensare a due film molto conosciuti: Seven o Fight Club, celebri lungometraggi diretti dal regista David Fincher che lavora con un modus operandi ben riconoscibile. La sua cifra, il suo tratto distintivo, è quello di generare pathos, dramma, paura, uno stato perenne di tensione: i suoi thriller lasciano lo spettatore sempre sul filo del rasoio, con una fotografia basata su colori freddi, intensi, cupi. Le produzioni del regista si distinguono immediatamente per una grana definita e l’atmosfera buia. Grazie a questi aspetti tecnici che generano emozioni precise, è quasi impossibile non riconoscere un film di Fincher!

Invece, se pensiamo a un film come Orgoglio e Pregiudizio, le atmosfere si fanno rarefatte, con colori caldi e avvolgenti che invitano a sensazioni di pace, nostalgia e calma, soprattutto nelle scene in costume, nei balli, nei momenti più romantici della vicenda.
I toni cambiano all’interno della storia, però, ad esempio nei momenti più drammatici in cui i due protagonisti si confrontano e litigano, diventando più freddi e cupi (iconico il momento in cui i due sono sotto la pioggia).

Concludendo, la forza della color risiede nel modulare le sensazioni e le emozioni all’interno del video, suscitando stati d’animo contrastanti o di estremo piacere e relax. Per ottenere tutto questo, è bene che ci si rivolga a professionisti del mestiere che siano in grado di far emozionare tra una palette  e l’altra.

Questo articolo è stato realizzato grazie agli incentivi TOCC “Transizione ecologica organismi culturali e creativi” promosso dal Ministero della Cultura e gestito da Invitalia, grazie ai fondi dell’unione europea NextgenerationUe.

*Il podcast KortoTalks è stato realizzato grazie alla partnership con Milk Studios, con Davide di Pasquale di Associazione Uniamoci onlus, grazie a Marco Bongi dell’Associazione pro retinopatici e ipovedenti, grazie a Dario Sorgato dell’associazione NoysyVision Onlus.

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